Servizio de “Le Iene: “Se vuoi lavorare mi dai parte dello stipendio”. E Rosario denuncia datore di lavoro. Solidarietà dell’Ass. Spartacus

Venerdì, 14 Dicembre 2018 02:43 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
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E’ una brutta storia portata a galla da un servizio de “Le Iene”. Rosario, 26 anni, sposato e con figli a carico che vive a Catania, viene assunto in un autogrill con regolare contratto a tempo indeterminato.

Ma quando Rosario riceve il primo bonifico l’amara sorpresa: il suo datore di lavoro, Paolo, pretende ogni mese indietro circa la metà dello stipendio. Il giovane lavoratore registra tutto e denuncia la cosa  alla nota trasmissione televisiva “Le Iene” L’inviato de “Le Iene”, incontra quindi Paolo, il titolare dell’autogrill, per avere spiegazioni sul suo comportamento, ma il datore di lavoro dichiara che sono falsità; mentre Rosario, ha documentato tutto registrando quanto avveniva ogni giorno, dimostrando che questa estorsione era estesa a tutti i lavoratori.
A  Rosario arriva la solidarietà dell’Associazione Spartacus di Termini Imerese. Il Presidente Ferrara: “Anche io agli inizi degli anni 2000, ho denunciato il mio datore di lavoro per un comportamento simile.
Questa la lettera inviata a “Le Iene”:
“Salve, mi chiamo Antonino Ferrara e voglio esprimere la mia solidarietà e quella dell’Associazione Spartacus a Rosario, per il suo coraggio; io posso comprendere benissimo cosa prova in questi giorni, soprattutto per avere denunciato un delinquente e in modo così plateale.
Anche io, agli inizi degli anni 2000, ho denunciato il mio datore di lavoro a Termini Imerese, il quale pretendeva il pizzo sulla tredicesima mensilità, non retribuiva i giorni di malattia, nonostante gli venisse consegnato il certificato medico che attestava lo stato di malattia del lavoratore, non retribuita la paga sindacale, nonostante fossimo messi in regola e si tratteneva anche gli assegni familiari.
Come dicevo so cosa si prova se abiti in un contesto sociale nel quale la normalità è: l'irregolarità, l'illecito e l'illegalità diffusa anche di stampo mafioso.
Ci sarebbe molto da dire sulla mia vicenda, ho voluto qui farne un breve sunto; dopo questa mia esperienza di lotta contro lo sfruttamento, la quale è stata resa visibile anche con lo sciopero della fame che si è protratto per diversi giorni con un operaio FIAT, l'unico mio concittadino che ha avuto il coraggio di manifestare la sua solidarietà praticata, condividendo con me la mia lotta che è diventata anche la sua;  come dicevo, dopo questa esperienza ho ritenuto opportuno istituire, insieme ad altri cittadini, pochi per essere sincero, un sodalizio, denominato “Spartacus”, attraverso il quale intendiamo batterci contro il lavoro nero, la mafia e per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nonostante  l'impegno di tutti gli iscritti (pochi, anzi pochissimi, oggi siamo rimasti in due) e nonostante i continui esposti prodotti dall'Associazione Spartacus, contro gli abusi nei confronti dei lavoratori, oggi con molta amarezza, dobbiamo accettare, una realtà verosimilmente assurda che è diventata la condizione "ideale" sia per gli imprenditori che per i lavoratori.
L’associazione è rimasta dormiente per 5 anni circa, ma pochi giorni fa, proprio prima del vostro servizio, abbiamo valutato se ne valesse la pena ricominciare da dove abbiamo lasciato: ne vale sempre la pena, questo è ciò che ci siamo detti.
L’Associazione Spartacus non è un soggetto politico, è un sodalizio il quale ha come scopo quello di denunciare qualsiasi reato contro il diritto di libertà e il rispetto della dignità di uomini e donne, per questo, Spartacus, non ha mai aderito o è stata appendice di qualche partito politico; in passato abbiamo sempre avuto da dire, purtroppo, verso tutti gli schieramenti politici dell’arco Costituzionale, proprio perché siamo in un territorio ad alta densità mafiosa.
Vi prego e vi autorizzo di dare il mio numero di cell: 3518523469, a Rosario perché, sia a livello personale e come componente della  società civile, possa sentire la vicinanza di siciliani che come lui, hanno il coraggio, ogni giorno, di combatte contro questa “montagna di merda” (Peppino Impastato) qual è la mafia; tutti coloro i quali, aderendo alla mafia si ritengono uomini d’onore, devono sapere che sono il disonore della nostra Sicilia e dell’Italia tutta; se non hanno ben chiaro il concetto di uomo d’onore, a questi dico: un uomo che si alza all’alba per andare a lavorare e torna a casa al tramonto, unto di sudore e stanco dopo una giornata faticosa di lavoro, e trova ancora il tempo di sorridere alla moglie e occuparsi dei figli, solo costui può essere definito “uomo d’onore”, per la semplice ragione che da onore a se stesso alla famiglia e alla società alla quale appartiene.
Il Presidente
Antonino Ferrara

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