Elezioni siciliane. Ecco come sarà la nuova Assemblea regionale

Martedì, 07 Novembre 2017 08:30 Scritto da  Pubblicato in Sicilia
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Il primo partito è il Movimento cinque stelle, seguito da Forza Italia e Pd.
Uno solo di essi sarà un termitano, Lugi Sunseri (M5s), che riesce ad agguantare un seggio dopo avere dragato 5258 voti. Dopo lo spoglio delle schede e la conta dei voti, che ancora continua per alcune sezioni a Catania, si è andata delineando nella notte la geografia politica della "nuova" Assemblea regionale siciliana, quella che è uscita dalle urne scrutinate ieri e dove il neo presidente Nello Musumeci avrà la maggioranza con 36 deputati, sui 70 presenti in aula. Ma, come detto, il gruppo più numeroso sarà quello dei grillini, che si siederanno all'opposizione in 20: Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro (Agrigento), Nunzio Di Paola (Caltanissetta), Angela Foti, Gianina Ciancio e Francesco Cappello (Catania. Si attende però ancora un quarto eletto), Elena Pagana (Enna), Valentina Zafarana e Antonino De Luca (Messina), Giampiero Trizzino, Salvatore Siragusa, Luigi Sunseri, Roberta Schillaci (Palermo), Stefania Campo (Ragusa), Stefano Zito e Giorgio Pasqua (Siracusa), Sergio Tancredi e Valentina Palmeri (Trapani) e Giancarlo Cancelleri, che farà il suo ingresso a Palazzo d'Orleans in qualità di "migliore perdente" come candidato presidente. Forza Italia avrà 12 deputati: Riccardo Gallo Afflitto (Agrigento), Michele Mancuso (Caltanissetta), Marco Falcone e Alfio Papale (Catania), Luigi Genovese e Tommaso Calderone (Messina), Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona e Marianna Caronia, Orazio Ragusa (Ragusa), Rossana Cannata (Siracusa), Stefano Pellegrino (Trapani). Terzo partito rappresentato all'Ars sarà il Pd, con 11 deputati: Michele Catanzaro (Agrigento), Giuseppe Arancio (Caltanissetta), Luca Sammartino e Anthony Barbagallo (Catania), Luisa Lantieri (Enna), Franco De Domenico (Messina), Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici (Palermo), Nello Dipasquale (Ragusa), Giovanni Cafeo (Siracusa), Baldo Gucciardi (Trapani). Due gli eletti con Sicilia Futura, si tratta di Nicola D'Agostino (Catania)ed Edy Tamajo (Palermo), che probabilmente "passeranno" subito in maggioranza, secondo le indiscrezioni dei bene informati, che dicono di una "opzione" in tal senso di Totò Cardinale, mentore della formazione. Raccoglie appena 529 voti Lorella Abbruscato, la candidata di Termini Imerese, insufficienti a farle staccare il biglietto di ingresso all'Ars. La sinistra riesce ad eleggere solo Claudio Fava, candidato presidente e deputato. Niente da fare allora per Pino Apprendi, che era transitato all'ultimo momento dal Pd alla lista Cento passi, sperando di riuscire a sedersi di nuovo all'Ars, contando su un quorum più basso rispetto al Pd. Solo 231 voti per la termitana Caterina Mastrosimone. Tre i seggi conquistati dalla lista comune Fratelli d'Italia-Noi con Salvini, che fino all'ultimo temeva di non riuscire a superare la soglia di sbarramento del 5%: Gaetano Galvagno (Catania), Antonio Catalfamo (Messina) e Tony Rizzotto (Palermo). Nulla da fare invece per Giuseppe Di Blasi, il candidato termitano, nonostante l'impegno profuso in campagna elettorale ed i 2114 voti raccolti. #DiventeràBellissima invece porta all'Ars quattro deputati: Giuseppe Zitelli (Catania), Giuseppe Galluzzo (Messina), Alessandro Aricò (Palermo), Giorgio Assenza (Ragusa). Cinque i seggi conquistati dai Popolari e autonomisti-Idea Sicilia: Carmelo Pullara (Agrigento), Pippo Compagnone (Catania), Toto Cordaro e Roberto Lagalla (Palermo), Pippo Gennuso (Siracusa). Niente da fare, invece, per il candidato termitano Nino Cianciolo, che si ferma a 1630 preferenze. E cinque anche i deputati eletti nell'Udc: Margherita La Rocca Ruvolo (Agrigento), Giovanni Bulla (Catania), Cateno De Luca (Messina), Vincenzo Figuccia (Palermo) ed Eleonora Lo Curto. Invece sono sei gli eletti nel listino del presidente Musumeci: Mimmo Turano, Gianfranco Micciché, Giusy Savarino, Elvira Amata, Bernadette Grasso e Roberto Di Mauro. Ad essi bisogna aggiungere lo stesso Musumeci, per arrivare alla maggioranza di 36 seggi, necessaria a governare. Gli altri 35 staranno quindi all'opposizione.

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