Pasto unico alla scuola primaria di Campofelice. Bambini discriminati?

Giovedì, 01 Dicembre 2016 12:39 Scritto da  Pubblicato in Campofelice
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Ormai siamo cittadini abituati ad essere inascoltati dalla politica in genere e troppo spesso accade di essere ignorati anche dagli amministratori locali, ma non sempre è così.
Martedì scorso presso la scuola primaria Ten. Salvatore Cipolla di Campofelice di Roccella, due classi, per ragioni legate alla rotazione dei pasti programmati secondo menù pianificato dalla competente ASP, si sono trovati a consumare il così detto “piatto unico” seduti accanto ai loro compagni dell’orario prolungato che hanno invece usufruito di un pasto costituito dal primo, dal secondo e relativo contorno. Ai lettori di Esperonews non occorre raccontare le reazioni dei bambini che si sono sentiti fortemente discriminati e all’uscita dalla scuola hanno rappresentato tutto il loro dissenso ai genitori che non hanno perso tempo ad attivarsi. La rappresentante della classe 4D ha scritto, senza mezzi termini, una lettera al Sindaco Massimo Battaglia rappresentando tutto il disappunto e chiedendo un intervento risolutivo. Alla lettera si sono susseguite telefonate che hanno anche interessato l’Assessore Michela Taravella. Sin da subito entrambi si sono mostrati particolarmente attenti e sensibili. Alle ore 23,00 circa dello stesso martedì veniva inviata la lettera al Sindaco e condivisa con tutti i genitori della classe 4D che non l’avevano sottoscritta per garantire tempestività di trasmissione manifestando però sostegno e condivisione d’intenti. Alle 8,00 di mercoledì il Sindaco e l’Assessore incontravano il titolare e responsabile del servizio mensa il quale venendo a conoscenza di quanto era successo spiegava che la differenza dei diversi pasti somministrati dipendeva dalla rotazione che necessariamente era diversa tra classi che hanno previsto un solo rientro settimanale e classi che rientrano tutti i giorni. Tuttavia, comprendeva che tale differenza non può essere capita dai bambini e che quindi era necessario stabilire una rotazione in modo che tutti i bambini, seduti nel medesimo ambiente e nello stesso orario, avrebbero avuto, d’ora in poi, lo stesso menù. E’ un tipico caso in cui cittadini, indipendenti da qualsiasi logica e dinamica di schieramento, rappresentano, senza alcuna mediazione, e senza il pericolo di strumentalizzazioni, un problema ad un Sindaco e ad un Assessore che, è proprio il caso di dirlo, non ci hanno dormito la notte ed hanno risolto il problema a beneficio del benessere dei bambini che erano, e lo dovrebbero essere sempre, la vera priorità.
Filippo Di Carlo

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