Box-essiccatoio di cannabis scoperto dai Carabinieri. Tre arresti e tredici chili di stupefacente sequestrati

Domenica, 09 Ottobre 2016 12:31 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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Ieri mattina intorno alle 9.00, i Carabinieri hanno arrestato con l’accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un uomo e due giovani di cui un minorenne.

I militari da giorni avevano osservato uno strano andirivieni di giovani e giovanissimi in via Falsomiele a Palermo, tra vicolo Di Gregorio e via Aloi. Insospettiti dalla cosa, essendo quel tratto di strada fuorimano, dopo aver effettuato vari passaggi, hanno notato che la porta di un garage era stata chiusa ermeticamente dall’interno con della schiuma sigillante e dei sacchetti di plastica, con lo scopo di non far uscire alcun odore dall’interno. Avvicinatisi alla porta del box, risultato di proprietà e strappato un lembo di plastica dalla cornice, gli operanti hanno visto all’interno tre persone che staccavano i fiori dai rami di una pianta di cannabis gettandoli in una grossa bacinella. I tre accortisi della presenza dei Carabinieri, hanno tentato di scappare dalla porta sul retro dove c’erano altri militari ad attenderli. Giunti sul posto anche i Carabinieri del L.A.S.S. (Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) del Comando Provinciale si è proceduto alla perquisizione del garage rinvenendo e sequestrando una bilancia elettronica da 40 kg, un sacchetto di platica con all’interno parti di pianta di cannabis, vari attrezzi da lavoro, otto confezioni di concime, un sacco di terriccio universale, una bacinella con all’interno circa 200 grammi tra fiori e foglie di cannabis, centosessantatre rami e fiori di pianta di cannabis appesi a fili metallici. Complessivamente sono stati sequestrati circa 13 kg. di stupefacente. I tre palermitani Giuseppe Vitale 51enne, Gaetano Di Gregorio 20enne ed un minorenne di diciassette anni, accompagnati in caserma, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sono stati tratti in arresto; Vitale e Di Gregorio ristretti nelle rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, mentre il minorenne condotto al centro di prima accoglienza Malaspina di Palermo. 

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