Continua la protesta dei forestali. La commissione bilancio ha dato l’ok per sbloccare 16 milioni di euro

Giovedì, 29 Ottobre 2015 18:40 Scritto da  Pubblicato in Comprensorio
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Si è conclusa da poco la seduta della Commissione Bilancio all’Ars. Parere favorevole per l’utilizzo di 16 milioni di euro da destinare al comparto dei lavoratori forestali. Alle 18,30 convocazione dell'aula parlamentare per discuterne, dopo il rinvio di ieri per l’approvazione della norma salva-forestali che aveva messo sul piatto circa 33 milioni di euro. 


Intanto, dopo le manifestazioni a Catania, a Siracusa e a Palermo, davanti Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni, continua la protesta dei lavoratori allo svincolo di Scillato e presso la “trazzera dei grillini” di Caltavuturo. Traffico rallentato ma non bloccato in un punto nevralgico della rete viaria isolana dopo il crollo del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania. Presenti sul posto le Forze dell’ordine.

Dei 16 milioni, 10 sono stati recuperati da un fondo di riserva e 6 deliberati dai fondi della legge 499 del comparto agricoltura che andavano a coprire interventi che il governo ritiene non siano più necessari. Già 24.000 i lavoratori sospesi da martedì proprio perché non ci sono più le risorse disponibili e ad essere maggiormente preoccupati sono i “78isti”, cioè i lavoratori che devono espletare 78 giornate lavorative, solo da qualche giorno al lavoro e il cui contratto scadrebbe il 31 dicembre. Poche giornate lavorative che determinerebbero una riduzione del futuro assegno di disoccupazione.

Nei giorni scorsi occupate simbolicamente le aule consiliari dei comuni di Isnello e di Collesano, mentre a Polizzi Generosa si svolgeva una partecipata assemblea. Le amministrazioni locali del comprensorio madonita sono al fianco dei lavoratori. Il problema è un’emergenza con i tratti amari della beffa, visto che la precarietà è divenuta ordinarietà. Occorre scegliere. Una terza via, in questi casi, produce solo quel che la società siciliana sta vivendo in questi giorni. Ed è così da decenni ormai.

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