I consiglieri di maggioranza: "Quasi alla stregua di zerbino della Regione"

Venerdì, 27 Marzo 2015 10:57 Scritto da  Pubblicato in Campofelice
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I consiglieri di maggioranza del comune di Campofelice di Roccella con un documento affidano ai cittadini la spiegazione delle proprie scelte politiche degli ultimi mesi, attaccando quelle forze politiche di opposizione che hanno speculato su alcune questioni come il problema idrico definendone i rappresentanti come "saccenti che strumentalizzano i fatti", ma soprattutto il governo Regionale accusato di essere "incopetente" e di distruggere un intero territorio "con le sue scelte scellerate".

 

Il documento verrà presentato alla prossima seduta consiliare come mozione della maggioranza.
Nel documento i consiglieri cercano di chiarire l'intricata questione della gestione del servizio idrico. "Lo scorso 28 febbraio i Comuni interessati sono stati obbligati a decidere sul destino della gestione dell’acqua a causa del fallimento APS, destino già tracciato e segnato dalla legge che con il decreto "Sblocca Italia" all’art.7 modifica la parte del Testo unico ambientale (D.lgs 152/2006) che riguarda la gestione del servizio idrico integrato e impone il gestore unico per ogni ambito territoriale ottimale, nel nostro caso la Regione Sicilia ha scelto come gestore unico l’AMAP - si legge -. Da giorno 28/02 ad oggi si è assistito ad un rimpallo di responsabilità tra l’Assessorato Regionale all’Energia della Regione Sicilia, il Commissario ATO e i vertici AMAP con il risultato che solo in questi ultimi giorni sono addivenuti alla decisione che il servizio idrico verrà gestito fino al 30 aprile dall’AMAP. Questo rimpallo durato circa un mese è stato poco dignitoso e poco rispettoso nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali!".
Poi una riflessione sul ruolo dei consiglieri comunali "diventati quasi alla stregua di zerbino della Regione".
"Ciò non vuole essere da parte nostra un declinare le responsabilità - si legge ancora nel documento -, sappiamo bene fin dove può arrivare il nostro umile potere di consiglieri ma con questo documento vogliamo iniziare a far sentire la nostra voce, non si può restare inermi a così tanto scempio, questa continua mortificazione del nostro ruolo deve cessare e manifestare noi tutti il nostro dissenso. In questo contesto paradossale, dove i Comuni si trovano ad eseguire disposizioni dall’alto che nulla hanno a che veder con il quotidiano, la nostra classe dirigente politica regionale non sa trovare soluzioni né in materia di servizio idrico né in materia di rifiuti. Oggi noi amministratori siamo costretti ad ottemperare a leggi molte volte inadeguate per le realtà dei nostri centri e siamo lasciati soli di fronte alle imminenti necessità".

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