Il Gruppo Giovani di Amnesty International manifesta in favore di Raif Badawi detenuta in Arabia Saudita per aver “offeso l'Islam”

Giovedì, 12 Marzo 2015 01:30 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
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Giovedì 5 marzo alle ore 11,30 il Gruppo Giovani 080 di Amnesty International , ha organizzato presso l'atrio dell'IISS "Stenio" di Termini Imerese un sit in favore della liberazione di Raif Badawi e  di altri 11 prigionieri di coscienza detenuti in Arabia Saudita per aver "offeso l'Islam" attraverso i propri siti blog o manifestando comunque il proprio pensiero.

Nello stesso tempo, attivisti di Amnesty svolgevano analoghi sit-in di fronte all'ambasciata saudita a Roma e a Milano. Raif Badawi è stato condannato a 10 anni di carcere , una multa di 129.000 euro e 1000 frustate, da ricevere in sessioni da 50 frustate l'una ogni venerdì. Il 9 gennaio Raif ha ricevuto la sua prima "dose" di frustate, che ne hanno messo seriamente in pericolo la vita.

Da quel momento l’attenzione di Amnesty International sul Governo arabo si è intensificata, determinando la nascita di un grande movimento globale che ha esercitato la sua forza di pressione con diverse iniziative. Tra queste, sit-in in diverse parti del mondo ogni giovedì mattina,

"Anche noi abbiamo voluto dare il nostro contributo alla grande battaglia che Amnesty International sta affrontando in favore dei prigionieri di coscienza sauditi - afferma Gloria Rosselli, responsabile del GG080 - con la certezza che , di fronte alla debolezza delle norme di diritto internazionale, lo strumento della pressione rimanga il più efficace per l'obiettivo della salvaguardia dei diritti umani, ovunque violati". Alla manifestazione è intervenuta la dott.ssa Angela Campagna, Presidente del Consiglio Comunale di Termini Imerese, alla quale gli studenti del GG080 hanno chiesto di inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio le richieste di Amnesty nei confronti del Governo dell'Arabia Saudita. "Il caso di Raif Badawi è stato riassegnato a una Corte d'appello, che potrebbe emettere una condanna per apostasia, punibile con la pena di morte - ha affermato Chiara Di Maria, responsabile circoscrizionale per l'attivismo giovanile di Amnesty International - E' necessario proseguire nella nostra azione, per chiedere la scarcerazione immediata di Raif e degli altri prigionieri di coscienza". Visibilmente commossa nel chiudere la manifestazione la preside Marramaldo, che ha chiesto alle docenti Conti e Cera, attiviste di Amnesty International, di proseguire nel loro impegno al fianco dei Gruppi Giovani 080 e 01.

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