Sabato il Memorial “Don Tito Vaccarella”

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Tito Vaccarella nel suo studio
Tito Vaccarella, classe 1924, sarto per professione e musicista per vocazione, era un “don” per vie di fatto. Un galantuomo tra spartiti e lezioni in quella bottega del suono. Una guida per moltissimi giovani che hanno continuato a tessere la tela della musica proprio grazie a lui. Una guida, a volte, anche fuori dallo studiolo, su quella scalinata in pietra che ha fatto da cornice, specie nelle sere d’inverno, ad “adunanze” che ne hanno fatto punto di ritrovo.


Il solfeggio, le note, la passione per un insegnamento casalingo, l’impegno costante di quest’uomo sono stati tutti pezzi di un unico mosaico. E ricordarlo nel decennale della sua scomparsa non è solo atto dovuto. È l’ammirazione, piuttosto, che, spontanea, ha mosso l’Associazione Musicale “Amici della Musica” di Collesano ad organizzare il Memorial “Don Tito Vaccarella” sabato 27 luglio.
Il complesso bandistico “Maria SS. dei Miracoli”, guidato dal maestro Salvo Iocolano, espressione della stessa associazione, sarà protagonista nella prima parte del Memorial. A partire dalle 17, infatti, sfilerà per le vie del paese trascinando i presenti con la sempreverde musica popolare. Il clou della manifestazione sarà la sera, a partire dalle 21,30, in piazza Plebiscito, presso la Chiesa Madre. Qui si “consumerà” il ricordo. Già, perché un memorial si snoda lungo il corteo dei ricordi. La memoria privata di tanti giovani, insomma, che si fa pubblica. Diventa il centro di una unione attorno alla figura di un uomo generoso. Lì, in piazza Plebiscito, infatti, ci sarà proprio una prima parte commemorativa cui seguiranno una mostra fotografica, di spartiti e di strumenti musicali del compianto maestro Vaccarella. E poi, ancora, quella musica dal vivo che lo stesso don Tito ha tanto amato.
Un Eduardo De Filippo della commedia musicale quasi, con quel volto scavato, quella sigaretta arrossata dall’ultima aspirata, quelle gambe accavallate a far da sostegno a chitarre e mandolino. E la sua musica e quella dei suoi “amici di serenate”, Totò Crisanti e Filippo Mogavero prima, Calogero Ippolito, Totò Bartolone e Illuminato Mogavero dopo, ha fatto anche ballare, e non poco, i collesanesi. Come i vecchi tempi, con quel “Trio del Liscio Antico” che approdò pure a Pantelleria al fianco di Renzo Arbore. Ed il ballo, anche in memoria di ciò, sarà presente sabato sera, insieme a piccole degustazioni di prodotti locali. Una festa, insomma, come ha sempre voluto il maestro Vaccarella. Una festa per stare insieme. Il giusto messaggio che meglio d’altri dipinge il tratto caratteriale principale di don Tito.
«L’idea di un Memorial dedicato a “Don Tito Vaccarella” – ricorda il maestro Salvo Iocolano – è nata qualche anno fa, quando tra amici si ricordano i vecchi momenti felici. Ricordare quanto fosse importante in quegli anni la sua piccola “officina” di musica e musicisti, e ripercorrere quelle poche tappe della sua vita che ancora allora conoscevamo, ci ha convinti che spenderci nell’organizzazione di questo evento potesse essere importante da vari punti di vista: innanzitutto per ricordarci di un collesanese che ha assunto la musica come parte integrante della propria vita – continua Iocolano –; poi per coinvolgere i tanti compaesani che, in tempi diversi, hanno avuto il piacere di collaborare con lui; infine, per tramandare questa conoscenza anche ai più giovani, affinché sapessero dell’impronta che ha lasciato a Collesano».
Già, c’è tutto questo attorno alla figura di Tito Vaccarella. Artigiano della musica, quando l’artigiano spendeva tempo e passione per un’arte. Artista d’altri tempi, intriso di quel buon vivere che sapeva solo di musica. Ed il suo essere rigido era la richiesta e la ricerca della perfezione da parte degli allievi. Che ancora oggi lo ringraziano.

1 COMMENT

  1. E come non ricordarlo come cantore e suonatore dell’organo nella Basilica di S. Pietro a Collesano. Era un piacere ascoltare una liturgia cantata con passione ed amore. Un qualcosa che pochi fedeli, e solamente quelli di Collesano, potevano permettersi di ascoltare. Quando l’organo andò in disuso si cercò di sostituirlo con uno elettronico. Andava bene lo stesso ma la speciale atmosfera creata dalla musica d’organo apparve insostituibile ed unica che potesse provocare intense emozioni. Sopperì per un certo tempo la voce di Tito e dei suoi colleghi. Bisognerebbe ricordarlo ricostruendo quel clima intenso che si produceva con quel suono e quel canto che sapevano tanto di lontane ed antiche nenie. .

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