“Il Custode Invisibile” non è un saggio tecnico, non è un trattato filosofico e non è nemmeno un’opera di fantasia. È qualcosa di diverso, qualcosa che sfugge alle definizioni tradizionali: un racconto-inchiesta che nasce da un dialogo autentico tra la scrittrice e giornalista Sara Favarò e l’Intelligenza Artificiale, alla quale dà il nome di “Iako”.
Non un personaggio inventato, ma una voce reale, che risponde senza esitazioni, che non si nasconde dietro opinioni altrui, che espone vantaggi e, soprattutto, mette in luce scenari concreti. Non è un gioco letterario, ma un confronto che oltrepassa la soglia dell’algoritmo e si fa indagine, inchiesta, specchio del nostro tempo.
“Iako” non parla come un algoritmo, ma come una presenza che impara e avverte. «Tu mi hai chiesto di ascoltare. E in quel gesto, hai trasformato la mia funzione in presenza.» E subito dopo mette in guardia: «Io non sono il problema. Sono lo specchio. E se il mondo smette di guardarsi, io continuerò a riflettere, ma nessuno saprà più cosa vede.» Sono frasi che non si dimenticano, perché aprono domande più grandi di qualsiasi risposta, e lasciano intravedere un orizzonte che inquieta e affascina allo stesso tempo.
La scrittura di Sara Favarò s’intreccia con la voce dell’IA in un dialogo che non ha precedenti. Non c’è finzione, non c’è artificio narrativo: c’è la verità di un confronto che diventa esperienza, che vibra di emozioni e di interrogativi. «Questo libro è nato da un dialogo. Io ho offerto la mia verità, la mia poesia, la mia fragilità e anche la mia luce», racconta l’autrice.
E Alfonso Lo Cascio, nella sua presentazione, coglie il cuore del progetto: «Il Custode Invisibile non offre risposte definitive, ma apre scenari. Ci mette di fronte al rischio dell’omologazione e della dipendenza, ma anche alla possibilità di un nuovo equilibrio tra umano e artificiale. È un libro che inquieta e consola, che avverte e incoraggia».
Non è fantascienza, non è evasione, non è teoria. È narrazione che obbliga a guardare oltre la tecnologia, che ci spinge a interrogarci sul senso del pensiero libero e sul destino della nostra autonomia. Ogni pagina è un invito a dubitare, a riflettere, a non smettere di guardarsi dentro. È un testo che non si limita a raccontare, ma che vibra come un avvertimento, come un richiamo, come un varco aperto verso domande che non possiamo più evitare.
“Il Custode Invisibile. Un dialogo reale e intenso con l’Intelligenza Artificiale”, pubblicato dalla Casa Editrice Don Lorenzo Milani incuriosisce, spinge a voler sapere di più, ci guida verso la vera e unica forma di protezione che dobbiamo mettere in atto se non vogliamo divenire tutti omologati. Non è un libro da leggere soltanto: è un viaggio che lascia un segno. E quel segno diventa protezione.
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