Marina USA da la “caccia” per due giorni a sommergibile russo nel mar di Norvegia senza scovarlo: partiti aerei e droni anche dalla Sicilia

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Come nell’eccezionale film “Caccia a Ottobre rosso”, con un’eguagliabile Sean Connery, la marina americana insegue un sottomarino russo, l’Ottobre Rosso infatti, che si muoveva con un particolare tipo di propulsione silenziosa che lo rendeva “invisibile”. Solo che l’allora comandante sovietico Marko Ramius e i suoi ufficiali volevano disertare e consegnare la nave agli Stati Uniti d’America e si sono fatti “trovare”.

Ma stavolta i militari russi non volevano farsi rintracciare e infatti non li hanno scovati, nonostante 48 ore di “caccia” nel mar di Norvegia che ha visto impegnati molti  mezzi militari marini a cui si è unita una fregata britannica equipaggiata con armamenti antisommergibili, oltre ad aerei antisottomarini  inglesi e norvegesi, che hanno effettuato 27 missioni operative da “guerra”. Velivoli si sono alzati in volo dalla Scozia, dall’Islanda e dalla Norvegia. E persino dalle basi statunitensi in Sicilia sono partiti aerei e droni per monitorare la zona, ma senza risultati.

Come riportano i media britannici è stato una sorta di sfida tra americani e russi con i primi che affermavano di essere in grado di rilevare qualsiasi sottomarino mentre gli avversari sostenevano che l’avrebbero fatta franca. E così è stato.

Del resto Putin aveva dichiarato che stavano ampliando la loro flotta di sommergibili a cui sarebbero stati aggiunti mezzi di nuova concezione con sistemi all’avanguardia che li avrebbero resi invisibili. E l’aver inseguito inutilmente  il sottomarino russo senza intercettarlo ha gettato in un certo senso la NATO nel “panico”.

Ma in questo scontro tra parte della vecchia Alleanza Atlantica e l’ex Unione Sovietica, come è palese anche in questa occasione, la nostra isola  occupa un ruolo di primo piano: e questo dovrebbe invece  gettare nel “panico” i siciliani.

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