Cefalù, si inaugura all’Ottagono di Santa Caterina la mostra di Sebastiano Catania

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Si inaugura presso l’Ottagono di Santa Caterina in Piazza Duomo a Cefalù, il 31 agosto 2025, la mostra di Sebastiano Catania “Corpi, geometrie, oggetti”. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 13 settembre è curata da Riccardo Catania.

Le esperienze artistiche degli ultimi anni di Sebastiano Catania sono originate dalla sua condizione interiore. Attraverso i manufatti si esprime il suo stato d’animo e la difficoltà di vivere prima la reclusione dovuta alla pandemia e poi un periodo storico complesso. L’autore si lascia ispirare dagli avvenimenti recenti e attraverso le sue opere ci sollecita.

L’espressione artistica germoglia formalmente attraverso tre indirizzi.

Il primo racconta i corpi della mitologia classica; l’autore afferra figure mitologiche del passato strappandole dalla loro perfezione estetica e formale, insinuando in loro pensieri e passioni pulsanti che tolgono proporzione e rigore alla loro rappresentazione. Il viaggio nel tempo di queste figure, attraverso la scultura, si materializza in corpi avviluppati in sinuose movenze elicoidali che sfumano in forme geometriche, unico retaggio di perfezione a cui rimangono saldamente legati.

Il secondo, la geometria euclidea, sempre presente nel lessico artistico delle opere dell’autore. In particolare la piramide, i cui lati sono lavorati con motivi organici che si rifanno ai tagli e alle fenditure della roccia e con motivi regolari mutuati dalla forma dei dispositivi che compongono gli apparecchi elettronici. L’autore con questo linguaggio vuole evocare la scrittura segnica dei geroglifici ed i caratteri cuneiformi dei Sumeri; un elemento del passato remoto dell’umanità viene elucubrato dall’artista e trasfigurato nelle sue opere.

Il terzo, gli oggetti e i rottami metallici; questi, spesso recuperati durante le passeggiate mattutine, catturano l’attenzione dell’artista trasformandosi in strumenti di gioco. L’autore si diverte ad assemblare oggetti senza modificarne la forma, con l’intento di conferire loro un nuovo scopo, la dignità di una nuova vita. Queste opere esprimono una critica rispetto alla società consumistica che sperpera risorse e degrada l’ambiente, denunciano la mancanza assoluta di sostenibilità nell’atto di abbandonare un oggetto, mostrano l’incapacità di non compromettere il futuro attraverso le nostre azioni e scelte presenti.

“Stiamo attraversando – afferma Sebastiano Catania – un periodo preoccupante e controverso, in cui vedo emergere la parte peggiore dell’umanità, cosa che mi lascia attonito; le opere esposte sono il frutto della mia piccola, personale, traiettoria emotiva” Attraverso le sue manifestazioni, l’arte assume un ruolo fondamentale nella società, non solo come mezzo di espressione estetica, ma anche come potente strumento di denuncia e provocazione. Quando ho cominciato a pensare a questa mostra avevo una sola certezza, quella che non sarebbe stata solo un’esposizione, percependo il dovere di narrare avvenimenti di questi anni per sollecitare idee e discussioni. Per me, l’arte non è solamente l’atto di comporre che aiuta a trasformare i sogni in realtà, è la mia patria, il mio luogo sicuro. Questa casa accoglie la mia gioia e la mia tristezza, aiuta ad allentare le tensioni di un mondo che cerca spesso di spegnere la nostra luce, è la via di accesso ad un invisibile universo interiore in cui risiedono i sentimenti più profondi ed autentici. Ed io adoro la scultura perché sublima la mia imperfezione”.

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