Alla scoperta delle aree lacustri siciliane: visita guidata al Lago Arancio organizzata da SiciliAntica e da ATC

Domenica, 12 Febbraio 2017 20:46 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
Vota questo articolo
(1 Vota)

Nell’ambito del Progetto “Una Domenica al Lago” un itinerario per la conoscenza e la valorizzazione delle aree lacustri siciliane, si terrà Domenica 19 Febbraio 2017, organizzata da SiciliAntica e ATC l’Associazione che viaggia, la visita guidata al Lago Arancio e Sambuca di Sicilia.

Prevista la  partenza da Termini Imerese (Piazza S. Antonio) e da Palermo (Rotonda Via Oreto). All’arrivo al Lago Arancio (nella foto)spiegazione di tutti gli aspetti naturalistici legati al grande bacino artificiale che si estende nella valle del fiume Carboj. Periodicamente, quando il livello delle acque si abbassa, sulle sue sponde compaiono i ruderi del fortino di Mazzallakkar, costruzione fortificata di origine araba con una struttura quadrangolare realizzata in pietra calcarea. Negli anni 80’ del secolo scorso nel Lago Arancio si disputarono i campionati mondiali di sci nautico, di canoa e di windsurf. Le acque del grande bacino ospitano la Tinca (Cyprinus tinca). A Ovest del bacino lacustre, si estende il bosco della Resinata, un’area verde popolata da conifere della macchia mediterranea, querce e varie specie arbustive. A Est, sorgono invece le gole della Tardara, un vero e proprio canyon scavato nei secoli dal fiume Carboj, l’unico a sfociare nel lago. Sono delle formazioni imponenti di roccia lunghe circa 2 chilometri ricche di vegetazione ripariale. Tutt’intorno e al limitare del lago si trovano formazioni vegetali tipiche della gariga e piante capaci di sopravvivere in un ambiente particolarmente umido come quello lacustre, quali in particolare tamerici, giunchi e il salice bianco. Questo è il regno di molte specie di uccelli, come l’airone cenerino, l’alzavola e il chiurlo. Qui si possono trovare anche esemplari di falco pescatore, di riposo per il suo lungo viaggio migratorio, il germano reale e i cormorani, ma tra le fronde dei suoi arbusti si nascondono anche rospi, rane, tartarughe e bisce d’acqua, oltre che lucertole e i classici mammiferi che si possono trovare anche nel resto di Sicilia, come il riccio, la volpe e il coniglio selvatico.
Successivamente è previsto il trasferimento e la visita a Sambuca di Sicilia paese riconosciuto Borgo dei Borghi 2016. Il paese è stato fondato dagli arabi intorno all’830 e fu chiamato Zabuth. Nei secoli a seguire le ricche e nobili famiglie sambucesi hanno espanso il paese lungo il corso che scende verso la valle, costruendo qui diversi palazzi e edifici religiosi di notevole prestigio. Si inizia con la visita guidata alla Chiesa del Carmine, costruita nel 1530 dal marchese della Sambuca. All’interno si possono ammirare: la statua marmorea della Madonna dell’Udienza attribuita ad Antonello Gagini e la statua marmorea di S. Anna con la Madonna fanciulla di scuola gaginiana, e al Convento dei Carmelitani, che forma un impianto unitario con la chiesa, costruito su un poggio di pietra tufacea. Degno di nota è il chiostro che racchiude, attraverso arcate che poggiano su colonne tufacee monolitiche, l’area del giardinetto su cui si affacciavano le celle dei frati. Inoltre visita alla Chiesa della Concezione la cui fondazione risale agli inizi del ‘600, il portale di stile arabo-normanno proviene dalla distrutta Chiesa di S. Nicolò, e alla chiesa di Santa Caterina in stile barocco, ad una sola navata divisa in quattro altarini di marmo con l’altare maggiore situato nella grande cappella. Meritano anche uno sguardo i Palazzi storici che circondano piazza della Vittoria: Ciaccio, Campisi e Beccatelli.
Nel pomeriggio la visita ricomincia in quella parte dell’ex Castello di Zabut che costituiva l’acropoli fortificata dove nel secondo ‘800 fu ricavato un grande terrazzo successivamente battezzato «Belvedere», da cui si può ammirare uno stupendo panorama. Si continua con una passeggiata tra i Vicoli Saraceni con le cave sotterranee di pietra (purreri), e la visita alla Chiesa Madre che occupa una parte dell’antico Castello. Un edificio a tre navate, divise da colonnati che sorreggono archi a tutto sesto e una cupola di ispirazione. rinascimentale. I muri, le colonne, le volte reali, le basamenta ciclopiche di pietra tufacea dura conferiscono al tempio un rigore e un’armonia claustrale. Il campanile, che culmina a guglia piramidale, è un raro gioiello nell’architettura d’epoca della Sicilia occidentale. All’interno sono da ammirare diverse opere d’arte. Inoltre visita al seicentesco Palazzo Panitteri, appartenuto a importanti famiglie sambucesi. L’edificio, composto da due livelli, presenta un impianto quadrangolare con corte interna arricchita da piante ornamentali mediterranee, il cui accesso al piano nobile avviene attraverso una scala catalana, e alla Mostra permanente di sculture tessili, ospitato nelle stanze dell’ex monastero di Santa Caterina, dell’artista francese Sylvie Clavel, che ha vissuto a Sambuca per molti anni e che oggi fa la spola tra Sambuca, Agrigento e Parigi. Grazie a un lavoro lento e certosino riesce a creare magnifiche sculture in tessuto imperniate sul nodo e l’intreccio di fibre vegetali. Inoltre visita alla Pinacoteca Gianbecchina un’esposizione permanente di opere donate dall’artista, considerato una tra le migliori espressioni del Novecento italiano, al suo paese natale. Infine visita al Teatro Comunale “L’idea”, gioiello dell’artigianato locale  costruito tra il 1848 e il 1851 a spese di un gruppo di borghesi, aperto agli influssi artistici, letterario e patriottici. E’ sorto pressoché contemporaneamente ai grandi teatri siciliani. Il Teatro ha la forma classica a ferro di cavallo con volta a cupola schiacciata, tre ordini di palchi, la platea e un ampio palcoscenico. Il rientro è previsto in serata. Per iscrizioni Tel. 091.8112571 – 346.8241076 – Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.