Nell’ambito del Corso di Archeologia greca visita guidata all’antica Naxos organizzata da SiciliAntica di Termini Imerese

Lunedì, 30 Gennaio 2017 21:17 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
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Nell’ambito del Corso di Archeologia Greca si terrà Domenica 5 Febbraio 2017 la visita guidata al Museo e all’area archeologica di Naxos organizzata da SiciliAntica.

La partenza è prevista da Palermo e da Termini Imerese. Naxos è la prima colonia ad essere fondata dai Greci in Sicilia. A capo della spedizione coloniale era Teocle di Calcide, che dopo sei anni sarebbe ripartito da Naxos con un nucleo di coloni per fondare Lentini prima e Catania poi, città che presto divennero più prospere di quella di partenza. Tali fatti indicano il ruolo di primo piano giocato da Naxos nella fase iniziale della colonizzazione euboira dell’Isola. La storia della città, segnata dalla rivalità con la potente Siracusa, fu breve e si concluse nell’arco di poco più di tre secoli, quando fu distrutta nel 403 a.C. da Dionigi. L’antico abitato di occupa la piattaforma lavica della penisoletta di Schisò e i terreni subito a nord di questa, per una superficie complessiva di 40 ettari. Il Museo illustra la storia della colonia greca di Naxos, prendendo al contempo in esame le evidenze preistoriche, attestanti l’ininterrotta continuità di vita nel sito, dal neolitico sino all’arrivo dei Greci nonché testimonianze dal territorio. Le collezioni sono costituite in massima parte da reperti provenienti dagli scavi che, condotti a partire dal 1953, sono ancora in corso nel sito dell’antica colonia. I numerosi manufatti ceramici documentano le diverse fasi di vita della città, i suoi rapporti commerciali, la sua cultura materiale. Le terrecotte figurate, quelle architettoniche, le antefisse a maschera silenica testimoniano il fiorire già agli inizi del VI secolo a.C. di una architettura monumentale di carattere sacro nonché l'attività vivace di officine coroplastiche. Manufatti diversi, infine, documentano il sopravvivere sino ad epoca bizantina di nuclei abitati attorno alla baia. Sono esposti anche oggetti rinvenuti nel territorio come lo splendido elmo bronzeo di età ellenistica da Moio, nella Valle dell’Alcantara. Una sezione del Museo è dedicata ai ritrovamenti subacquei con esposizione di numerosi ceppi d’ancora e di talune anfore da trasporto.

Nel pomeriggio è prevista la visita dell’area archeologica di Naxos. Il primo stanziamento coloniale è circoscritto ai terreni della penisola contornanti la baia. La sua superficie non dovette superare i dieci ettari, come indicano la distribuzione della ceramica più antica e l’ubicazione dell’unica abitazione di fine VIII secolo a.C. sinora scoperta. Ma già nel corso del VII secolo a.C. l’abitato occupa quella che sarà la superficie della città di V secolo a.C. Il coesistere di diversi orientamenti è la caratteristica saliente di questo primo impianto quasi fosse il risultato della fusione di agglomerati o villaggi distinti e vicini. Contrariamente a quanto avverrà nella successiva sistemazione urbana, di età classica, in questa rivestono maggiore importanza le strade nord-sud di collegamento tra costa ed entroterra. Numerose aree sacre si distribuiscono in età arcaica lungo i margini del perimetro urbano, formando una cintura sacra. Talune furono cancellate dall’impianto urbano di V secolo a.C., altre sopravvissero, come le due maggiori che, per l’estensione ed il numero di edifici, possono essere considerate dei veri e propri santuari. Intorno al 475 a.C. una nuova città dall’impianto rigidamente geometrico viene edificata, annullando quella arcaica. Tale rifondazione è dalla gran parte degli studiosi attribuito a Ierone e agli avvenimenti che nei primi decenni del secolo rivoluzionarono gli equilibri politici e sociali della Sicilia greca; il nuovo assetto rigidamente geometrico, è modulare.

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