Si terrà mercoledì 16 settembre 2015 alle ore 17,30, a  Polizzi Generosa, presso l'aula consiliare del palazzo municipale, una Tavola rotonda che prende spunto dal libro “I sovversivi. In terra di mafia la normalità è rivoluzione” di Nino Amadore, giornalista del quotidiano Il Sole 24 ore.

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Il comune di Campofelice si farà carico delle spese per riparare il totem all'ingresso di Verbumcaudo, danneggiato pochi mesi fa con colpi d'arma da fuoco. Lo ha comunicato il sindaco con la lettera protocollo n.4162 inviata all'Assessorato regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale, della Pesca Mediterranea, all'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, ai sindaci e presidenti dei consigli comunali che hanno aderito al "Consorzio madonita per la legalità e lo sviluppo" e al presidente del consorzio.

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Sabato 15 novembre alle 17 Nino Amadore presenterà il suo libro I Sovversivi. In terra di mafia la normalità è rivoluzione al Castello di Roccella di Campofelice.
L'iniziativa è organizzata dalla sede locale di SiciliAntica in un calendario di eventi ed iniziative per riportare al centro della cultura del centro madonita il suo Castello.

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E' stato intitolato a Placido Rizzotto e consegnato alle cooperative antimafia "Lavoro e non solo" e "LiberaTerra" un grande vigneto nel feudo di Verbumcaudo a Polizzi Generosa confiscato al boss di Cosa nostra Michele Greco. La cerimonia è avvenuta in coincidenza con il 68° anniversario dell'omicidio del sindacalista Cgil rapito a Corleone nel 1946 e gettato nella foiba della Rocca Busambra dove i suoi resti furono ritrovati solo 5 anni fa. Alla manifestazioni era presente Sonia Alfano, figlia del cronista de La Sicilia Beppe trucidato dalla mafia nel 1993, parlamentare europea e presidente della commissione antimafia del Parlamento europeo, insieme ai sindaci dei 18 comuni del comprensorio che sono entrati a far parte del consorzio "Sviluppo e legalita'". 

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Nuova intimidazione al sindacalista della Cgil, Vincenzo Liarda, e alla sua famiglia. E' il 24esimo atto intimidatorio rivolto verso Liarda, le ultime qualche settimana fa.
Una lettera minatoria è stata recapitata ieri all'ufficio del comune di Petralia Sottana in cui lavora la moglie.
La lettera conteneva le foto del sindacalista e della sua famiglia con sopra delle croci disegnate.

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Di Vincenzo Liarda, dirigente provinciale della Cgil di Palermo, segretario della Camera del Lavoro della zona delle Madonie, responsabile per la legalità della Flai regionale e dell’osservatorio della Flai nazionale per la legalità, abbiamo spesso parlato nel nostro giornale. Lo abbiamo fatto per illustrare la battaglia che lo ha visto protagonista affinché  il feudo di Verbumcaudo confiscato alla mafia, fosse  riutilizzato socialmente tramite l’affido a delle cooperative di lavoro. Per questo suo impegno, per il riscatto delle terre che un tempo furono di Michele Greco, detto il Papa, Vincenzo ha subito e continua a subire incessantemente intimidazioni. L’ultima stamattina: una busta contenente polvere da sparo, proiettili e una lettera minatoria è stata trovata sotto la porta della sua abitazione di campagna nei dintorni di Polizzi Generosa, la stessa  abitazione che era stata dolosamente data alle fiamme qualche mese prima.
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