La Polizia di Stato ha sequestrato una società che commercializzava ed esportava imbarcazioni, natanti e navi riconducibili al Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo.
Il provvedimento ablativo è stato eseguito anche presso i cantieri nautici di Termini Imerese oltre a quello di Milazzo, dove sono stati sequestrati tre natanti della serie Aicon, per un valore complessivo di 700 mila euro.

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Nella mattinata di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito, a Palermo e provincia, un provvedimento di sequestro patrimoniale, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti del Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASP di Palermo, nonché Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Palermo .

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La Polizia ha posto i sigilli al più grosso stabilimento balneare della spiaggia di Cefalù, per opere realizzate in difformità alla concessione demaniale marittima ed in violazione della normativa a tutela del vincolo paesaggistico. Denunciati il titolare dello stabilimento e l'amministratore di fatto.

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Un’attività svolta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo ha consentito il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro a carico del 62enne palermitano Salvatore Milano, inteso “Tatieddu o Totuccio” (in questo momento libero, tratto in arresto durante l’operazione “Perseo”).

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Continuano incessanti i controlli mirati alla repressione degli illeciti in materia di pesca e di salvaguardia degli stock ittici sottoposti a tutela, specie del “novellame di sarda”, cosiddetta “neonata”, la cui cattura e commercializzazione è vietata in quanto ancora allo stadio giovanile.

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Il carabinieri del Nucleo Investigativo e il Gico della Guardia di Finanza di Palermo hanno sequestrato beni per 10 milioni di euro, su disposizione del tribunale di Palermo, a Maurizio De Santis e Luigi Salerno.
De Santis era stato arrestato lo scorso aprile per estorsione con la moglie, Rita Salerno, e il figlio, durante l'Operazione Bucatino in un'inchiesta per estorsioni contro una ditta di trasporti di Termini Imerese.

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Diversi i controlli della Polizia di Stato rivolti al contrasto della commercializzazione di novellame di sarda, vietato dalla legge in quanto dannoso per la fauna marittima incidendo negativamente sul ripopolamento dei mari. 

I poliziotti della Squadra Nautica dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno perlustrato i mari e le coste del cefaludese e del termitano, senza trascurare il controllo di alcune strade dove usualmente viene venduto al dettaglio il pesce, rinvenendo un totale di circa 40 chili di “Sardina Pilchardus”, usualmente chiamata “neonata”.

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I finanzieri di Termini Imerese hanno sequestrato 83 mila prodotti di vario genere in un negozio di articoli per la casa e per la cura della persone, perchè ritenuti potenzialmente pericolosi e mancanti delle indicazioni in lingua italiana sulla denominazione del prodotto, il paese di origine e la composizione chimica, necessaria per specificare al consumatore la presenza di sostanze che potrebbero arrecare danni. Sequestrati unghie finte, smalti, giocattoli e materiale elettrico ritenuti pericolosi per la salute.

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Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Termini Imerese,  in un bazar della cittadina imerese, circa 62 mila prodotti di vario genere perchè ritenuti potenzialmente pericolosi.
Si tratta di prodotti per l’igiene e la cura della persona, abbigliamento, bigiotteria, articoli per la telefonia e materiale elettrico.

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La Polizia di Stato ha sequestrato alcuni terminali telematici di un internet point GoldBet di Cefalù.

Malgrado il 4 settembre, l’istanza del gestore dell’Internet Point per ottenere la licenza di P.S. per l’attività di intermediazione, servizio internet, di telecomunicazione e di trasmissione dati inerenti proposte negoziali di giocate relative ad eventi sportivi e non, da effettuarsi mediante l’utilizzo di collegamenti diretti con la società austriaca GOLDBET SPORTWETTEN GMBH, fosse stata rigettata dalla Questura, nel locale si continuava a giocare utilizzando le strumentazioni informatiche e la piattaforma di gioco GOLDBET (marchio della predetta società austriaca), non autorizzata secondo quanto previsto dalle attuali direttive dell’AAMS.

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