“Un presepe fra le macerie di Amatrice, sotto una tenda di terremotati, collega la nostra Chiesa a quelle comunità per riaccendere i riflettori che si stanno spegnendo sulla terribile condizione dei nostri fratelli colpiti dal sisma dell’Italia centrale e per testimoniare che soprattutto a Natale Dio non abbandona chi ha perso la casa, la Chiesa, il luogo di lavoro”.

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