Ieri, a tarda sera, la Polizia di Stato ha sventato, nella zona di Altavilla Milicia, un maxi furto di rame che avrebbe arrecato grave nocumento alla circolazione ferroviaria, a Palermo e provincia. Ad entrare provvidenzialmente in azione i poliziotti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Sicilia che hanno bloccato e tratto in arresto cinque malviventi.

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Due misure cautelari per rapina e porto abusivo di arma da fuoco nell'ambito dell'operazione Milicia Violenta2 eseguita dai carabinieri di Bagheria. I provvedimenti cautelari riguardano: il 25enne di Trabia Giuseppe Rio, (attualmente agli arresti domiciliari) autore di tre rapine e del 34enne di Casteldaccia Domenico Geraci (attualmente in carcere a Trapani per rapina).

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A causa dei detriti finiti sulla linea ferrata, a seguito delle abbondanti piogge, che hanno provocato anche uno smottamento del terreno lasciando sospeso un piccolo tratto di binari tra Termini Imerese e Trabia, in contrada Ginestra, è stato interrotto il traffico ferroviario.

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E' morta la bimba di due mesi rimasta coinvolta nell'incidente stradale di ieri sera sull'autostrada A19 Palermo-Catania tra Trabia e Altavilla Milicia

La piccola, le cui condizioni sono apparse immediatamente gravi era ricoverata in terapia intensiva all'ospedale Cristina di Palermo. Aveva riportato fratture al cranio che non le hanno dato scampo.

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Stamani il Nucleo Investigativo dei Carabinieri e la Squadra Mobile di Palermo Sezione V, hanno tratto in arresto Dionisio Mineo, 23enne palermitano, volto noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti specifici, accusato di rapina aggravata in concorso in danno di un istituto di credito della provincia.

I fatti risalgono al 13 febbraio dello scorso anno quando, alle 15 circa, tre soggetti, uno dei quali travisato, accedevano all’interno dell’agenzia del Banco di Sicilia di Altavilla Milicia, con il chiaro intento di perpetrare una rapina.

Due dei malfattori scavalcavano il bancone, spingendo da parte un cliente intento ad effettuare un’operazione e spostando con violenza l’impiegato dell’unica cassa, frugando nei cassetti aperti ed intimandogli di aprire quelli chiusi a chiave.

Il terzo rapinatore rimaneva all’interno del salone di cassa, con il compito di gestire eventuali reazioni dei clienti, fra i quali una giovane coppia con una bambina di quattro anni, tranquillizzandoli sul fatto che, se non avessero opposto resistenza, non gli sarebbe stato fatto del male.

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