Medaglioni

Sulla vicenda umana della scrittrice Maria Messina (Alimena, 1887 / Pistoia 1944) si potrebbero scrivere due romanzi ispirati, uno alla storia della sua vita, protagonizzando la malattia l’avrebbe accompagnata con la sua minaccia fino a determinarne la morte a 57 anni,
Potrebbe suonare nome inventato per un personaggio da romanzo quello di Fulco di Verdura duca di Santo Stefano e di Cerda, imparentato con Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Lucio Piccolo di Calanovella.
Ricordando in uno dei nostri medaglioni precedenti il poeta palermitano Edoardo Cacciatore insistevamo a far notare il tipo di oblio che la città natale gli aveva riservato in vita e in morte.
Il caso letterario del palermitano Edoardo Cacciatore è ancora tutto da aprire e con un capitolo a parte nella storia della Letteratura italiana (ed europea) di autori siciliani.
Con Michele Perriera (Palermo 1937 – Cefalù 2010) abbiamo avuto lunga amicizia e stima; da tale sodale continuità rimane testimonianza nella ristampa de Il romboide con i tipi di Prova d’Autore di cui siamo consiglieri editoriali fin dalla fondazione.
Con Domenico Bruno (Partanna 1923 – Palermo 1996) abbiamo avuto cordiale amicizia fin dal primo anno della fondazione del Premio internazionale Mondello a opera di Francesco Lentini.
Su Federico De Maria (Palermo, 21 luglio 1883 – Palermo, 1º aprile 1954) si potrebbe aprire un capitolo a parte in merito alle contraddizioni del suo “esser futurista” e alle conseguenze,
Una parola, e conseguente qualifica per l’intellettuale e poeta, odiata dal destinatario Angelo Maria Ripellino (Palermo 1923 – Roma 1978) era quella di “slavista”.
Giuseppe Quatriglio (Catania 1922, Palermo 2017) ha iniziato da giornalista collaborando con quotidiani e rotocalchi, ma è stato anche fotografo negli anni di permanenza in America.
Si potrebbe scrivere una storia d’amore di singolare effetto per realizzarne una fiction sulla vita e le opere della scrittrice palermitana Livia De Stefani (Palermo, 1913 – Roma 1991).