Articoli filtrati per data: Martedì, 30 Gennaio 2018 - Esperonews: Giornale Termini Cefalù Madonie
Incredibile, ma accade anche questo nella scuola siciliana.
Ad Agrigento i genitori di un alunno della scuola media "Givoanni Verga" avevano impugnato davanti al Tar di Palermo il voto 9, dato agli esami finali a giugno al loro pargolo, considerandolo insufficiente, perché il loro figlio evidentemente meritava di più. Ma adesso arriva la decisione dei giudici ammininastritivi, che hanno respinto l'istanza, confermando il voto della scuola e condannando i genitori pedanti e puntigliosi al pagamento delle spese processuali. La scuola, secondo il Tar, "nel valutare la preparazione degli alunni, non applica scienze esatte che conducono ad un risultato certo ed univoco, ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità". Da qui lo stop al ricorso dei genitori e la conferma dell'ottimo voto dato al ragazzo dal corpo insegnante.
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Sarà Fca a fornire le auto a Google per l'esperimento dei taxi a guida autonoma.
E' stato raggiunto l'accordo tra la casa automobilistica ex italiana ed il colosso del web. La prima fornirà alla seconda migliaia di Chrysler Pacifica (nella foto) per l'esperimento del primo taxi a guida autonoma.
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Martedì, 30 Gennaio 2018 18:07

Napoli, carabiniere si suicida al tribunale

E' accaduto oggi a Napoli.
Un maresciallo 45enne dei carabinieri, in servizio presso il tribunale della città meridionale, si è sparato con la pistola di ordinanza. Subito soccorso, l'uomo non ce l'ha fatta, spirando poco dopo in ospedale. Il militare lascia la moglie ed una figlia. Ancora incerto il movente del gesto, ma secondo le prime indiscrezioni, alla sua base ci sarebbero problemi familiari.
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Martedì, 30 Gennaio 2018 17:57

A Rimini manifesti con il volto di Mussolini

Sono comparsi oggi per le vie della cittadina romagnola.
A Rimini manifesti con su il faccione di Mussolini ammiccante hanno fatto la loro comparsa lunge le strade della città adriatica. Sotto il busto del duce la scritta "Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito". Per il sindaco Andrea Gnassi si tratta di "un'offesa per la città e la comunità". In mattinata però i poster, così come sono apparsi, sono rapidamente spariti dalla circolazione. Una provocazione? Una goliardata? O c'è invece qualcosa di più serio dietro?
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Lo ha deciso la Cedu, la Corte europea dei diritti umani.
E' lecito usare le immagini di Gesù e Maria su poster e web per pubblicità. La corte di Strasburgo ha così "assolto" un manifesto di un'azienda lituana condannata nel suo paese per aver "offeso la morale pubblica", per avere usato immagini religiose per vendere vestiti (nella foto). Secondo la Cedu, invece, la multa inflitta dai giudici lituani ha violato il diritto alla libertà d'espressione dell'azienda. I fatti risalgono al 2012, quando una società lituana che produce vestiti lancia una campagna pubblicitaria utilizzando la foto di un uomo e di una donna conciati come se fossero Gesù e la Madonnna, ma in chiave moderna (jeans e tatuaggi per lui, vestito bianco e collana di per lei), con frasi come: "Gesù, che pantaloni!", "Cara Maria, che vestito!". La pubblicità ha generato proteste e polemiche, finendo davanti ai giudici, che hanno condannato l'azienda ha pagare una multa per offesa alla morale pubblica, condanna oggi cassata dai colleghi di Strasburgo.
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