“Coronavirus tornerà in autunno e saranno i giovani a diffonderlo”: parla il consigliere del Ministro della Salute e ordinario all’Università Cattolica. “Distanziamento e igiene possono evitare quasi il 100% dei contagi”

Mercoledì, 24 Giugno 2020 23:53 Scritto da  Pubblicato in Sicilia
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Il coronavirus tornerà in autunno e saranno i giovani a diffonderlo. Ne è convinto Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute e professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica.

“Tutti i virus respiratori ritornano in autunno da quando esiste l’uomo”, ha detto presentando il “Rapporto Osservasalute 2019. Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni italiane”. Il Rapporto, curato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane è l’appuntamento fisso che fornisce annualmente i risultati del check-up della devolution in sanità, corredando dati e indicatori con un’analisi critica sullo stato di salute degli italiani e sulla qualità dell’assistenza sanitaria a livello regionale.
“Il problema – afferma ancora il prof. Ricciardi sarà che, a causa della mancanza di misure di sicurezza da parte dei ragazzi”, questi trasmetteranno l’infezione  “a nonni e genitori e rivedremo di nuovo la pressione su sistema sanitario”.
L’esperto ha inoltre affermato che “conosciamo poco” il nuovo coronavirus, ma non c’è ragione di pensare che si comporti diversamente dagli altri virus respiratori. “Non dobbiamo essere spaventati ma cauti sì”, ha aggiunto, adottando “tutti quei comportamenti utili fino a quando non si avrà il vaccino”.
“La stragrande maggioranza dei contagi – ha spiegato Ricciardi – avviene attraverso le mani, quindi lavarle è un’abitudine che può controllare circa il 60% dei contagi, sembra strano perché si bada molto di più alla mascherina. Il distanziamento fisico e il lavaggio delle mani da soli possono evitare quasi il 100% dei contagi”.
La mascherina si deve indossare “se in certe circostanze non si riesce a mantenere le distanze, e questo soprattutto negli ambienti chiusi”.
“Tecnicamente – ha affermato – una pandemia si definisce terminata da 40 giorni consecutivi a zero casi nel mondo. Siccome ieri si è avuto il record di singoli casi in un giorno, siamo ben lontani a livello mondiale, ma anche nazionale, dal raggiungere questo obiettivo”.
“La raccomandazione primaria è quella del distanziamento fisico, tutto ciò che difetta in questo lo si paga poi in termini di contagi. Agli operatori del turismo vorrei dire che se non c’è salute non ci può essere uno stato di benessere economico. Se si torna a numeri importanti, si torna alle chiusure”, ha concluso.

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