Finalmente lavori su Monte Pellegrino, nel 2023 dovrebbero riaprire le grotte dell’Addaura con i famosi graffiti preistorici… meglio tardi che mai

Lunedì, 13 Aprile 2020 12:25 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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Il primo progetto preliminare è datato 2005, da allora sono passati 15 anni. Il luogo è il Monte Pellegrino a Palermo dove nella zona dell’Addaura insistono delle grotte all’interno delle quali sono presenti sulle pareti dei graffiti preistorici:

una serie di incisioni rupestri uniche al mondo (nella foto). Quelle opere di grandissimo valore sono inaccessibili al pubblico da più di vent’anni.
Adesso, da parte dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, è pronto il piano di consolidamento del versante nord del monte, il più esteso, che sovrasta le aree urbane di Palermo, Vergine Maria e Addaura. Ad aggiudicarsi le indagini e i servizi di ingegneria, per un importo complessivo di un milione e seicentomila euro, due raggruppamenti di professionisti, uno coordinato dalla Rpa di Perugia - lotto A e D, per un milione e centomila euro - e l’altro che vede in sinergia la Sering di Palermo e la Rocksoil di Torre Boldone (Bg)  - lotto B e C, per 500 mila euro. Si tratta di un lavoro complesso ed è per questo che la Struttura diretta da Maurizio Croce lo ha suddiviso in quattro lotti. L’opera, che si attende dal 2005 - data del primo progetto preliminare – seguirà ora il dettagliato cronoprogramma fissato dall’Ufficio: è infatti prevista per la fine dell’anno la consegna del progetto esecutivo generale e per il 2023 l’esecuzione dell’opera di consolidamento.
L’area negli anni ha registrato diversi casi di crolli di blocchi lapidei, con interventi di somma urgenza a salvaguardia della pubblica incolumità e a protezione delle sedi stradali, delle infrastrutture, delle abitazioni e delle aree alle pendici del monte. La zona ha anche un grande valore archeologico e naturalistico per la presenza delle grotte paleolitiche dell’Addaura. Tra le soluzioni tecniche contemplate nel progetto, la collocazione di pannelli di rete, l’ancoraggio di massi con funi metalliche e chiodature di adeguata sezione e lunghezza, la pulizia e il distacco di massi in equilibrio instabile, il montaggio di barriere elastiche ad alto assorbimento di energia.
Fra tre anni quindi i visitatori potranno ammirare quelle opere che tutto il mondo ci invidia. Meglio tardi che mai. Ma comunque visto il lungo tempo di attesa, è sempre meglio incrociare le dita.

1 commento

  • Link al commento Antonello Lunedì, 13 Aprile 2020 13:34 inviato da Antonello

    Finalmente!! Era ora! Sono certo che il caro Sebastiano ne sarebbe contento!

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