“Vede” l’Arcangelo Michele e va in "pellegrinaggio" con una croce di legno da Palermo a Petralia Sottana, insieme a due giovani della Diocesi di Cefalù. Ma il Vescovo Marciante li sconfessa

Domenica, 29 Settembre 2019 02:28 Scritto da  Pubblicato in Cefalù
Vota questo articolo
(0 Voti)

In questi giorni sono apparse notizie relative ad una nuova "apparizione" dell’Arcangelo Michele al Sig. Salvo Valenti dell’Arcidiocesi di Palermo. Ad un "pellegrinaggio" iniziato dal “presunto” veggente con una croce di legno da Palermo a Petralia Sottana,

insieme ad altri due giovani, Cataldo Farinella e Salvatore Li Pira della Diocesi di Cefalù, come "penitenza per coloro che non pregano e non vanno a Messa".   
Su tali vicende  è intervenuto il Vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante. E tiene a precisare che nel territorio di Petralia Sottana, Comune della Diocesi di Cefalù, alle pendici di "Mont’Alto", non è stato eretto nessun Santuario dedicato a S. Michele Arcangelo come meta di relativi pellegrinaggi che vedano la partecipazione di presbiteri o fedeli della Chiesa Cefaludense.   
Inoltre che tali "pellegrinaggi" sono iniziative di carattere esclusivamente personale, che rispondono a possibili esigenze spirituali di singoli individui, comunque non concordate né approvate dall’Autorità Ecclesiastica competente e che da quanto ci risulta, il "veggente", non gode di alcun riconoscimento e di nessuna approvazione da parte delle Autorità Ecclesiastiche competenti della sua Arcidiocesi di Palermo, né della nostra Diocesi, riguardo sue visioni, sogni e colloqui con San Michele Arcangelo. 
Mons. Giuseppe Marciante, circa le presunte apparizioni di San Michele Arcangelo, si è già espresso in una nota del 21 novembre 2018: «In riferimento a quanto si verifica nel territorio del Comune di Petralia Sottana, relativamente ad episodi di incontri finalizzati al culto di San Michele Arcangelo in un contesto di visioni soprannaturali da parte di un presunto veggente nella persona del Sig. Salvatore Valenti dell’Arcidiocesi di Palermo, ritengo doveroso richiamare le Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni, promulgate dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede il 25 febbraio 1978 e confermate dalla medesima Congregazione il 14 dicembre 2011. L’iter per arrivare al discernimento circa la verità di tali fenomeni per dichiararne il Constat de supernaturalitate o il Non constat de supernaturalitate prevede anzitutto che l’Ordinario del luogo giudichi il fatto positivo o negativo. Solo quando l’Ordinario ha giudicato positivamente il fatto si può procedere alla seconda tappa dell’iter che consiste nel permettere "alcune manifestazioni pubbliche di culto o di devozione, proseguendo nel vigilare su di essa con grande prudenza" (Norme, Nota preliminare, b). 
Quindi l’autorità ecclesiastica competente può concedere il Pro nunc nihil osbstare che chiaramente non deve indurre i fedeli a ritenere che questo pronunciamento sia riconoscimento e approvazione del carattere soprannaturale da parte della Chiesa (cf. Norme, II, 1).   
Pertanto, fino ad oggi, Non constat de supernaturalitate ed è fatto divieto di organizzare pellegrinaggi sul luogo indicato dalle presunte apparizioni nel territorio della Parrocchia di Petralia Sottana; è fatto altresì divieto di erigere edicole votive per il culto pubblico legate al suddetto fenomeno, senza il nihil obstat dell’Ordinario del luogo».

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.