Gli elettori hanno bocciato la riforma costituzionale Renzi-Boschi ritenuta inaccettabile

Lunedì, 05 Dicembre 2016 02:05 Scritto da  Pubblicato in Sicilia
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È No. Una decisone tonda, secca, indiscutibile da parte degli elettori, che hanno bocciato la riforma costituzionale Renzi-Boschi, ritenuta del tutto inaccettabile.

I cittadini hanno votato (al momento in cui scriviamo c'è una differenza di quasi venti punti percentuale a favore del No) contro una scelta scellerata, voluta da alcuni apprendisti stregoni, che pensavano di piegare la Costituzione ai loro desideri, per avere le mani libere, per decidere da soli contro i cittadini e al di là di essi. Ma come spesso accade ai prestigiatori pasticcioni, la "creatura" si è rivoltata contro ed i cittadini hanno così respinto al mittente la "schiforma", come l'ha definita Marco Travaglio. Ma non c'è solo questo, il No non è stato solo un voto sulla e contro la riforma costituzionale. Il voto di ieri è stato indubbiamente anche un voto contro il governo e contro Renzi, che ha personalizzato eccessivamente la campagna referendaria, trasformandola in una ordalia contro o a favore. Renzi ha puntato tutto il suo capitale su una sola casella, quella del Si, ed ha perso, sonoramente, perché gli elettori lo hanno bocciato. Hanno bocciato tutto, il jobs act, che ha creato solo falsi posti di lavoro, come l'Ape, con cui i lavoratori devono  pagarsi da sé la pensione, il salvataggio di banche decotte, prima fra tutte la Banca Etruria di papà Boschi, con i soldi degli italiani, come la buona scuola, dove di buono qui c'è solo il posto sotto casa per lady Renzi. Ma soprattutto hanno bocciato le bugie sparate grosse così, prima fra tutte il miglioramento del Pil e della produttività, quando nessuno se ne è accorto, anzi. Ecco, è stato contro tutto questo che gli italiani hanno votato ieri e votato No. Oggi si apre una nuova pagina per l'Italia. Si è ristabilito un principio fondamentale, che la Costituzione non può essere modificata da nessuno a proprio uso e consumo, per esigenze personali e contingenti; ma soprattutto che è finito il tempo dei capipopolo, dei pifferai magici che credono di ammaliare i babbei ed i grulli. Perché noi italiani vogliono in realtà una cosa sola: un governo ed un parlamento normale, che lavorino per il benessere della nazione e non per i propri beceri affari. Chiediamo troppo?

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