Tentato omicidio notificata custodia cautelare a pluripregiudicato

Sabato, 30 Luglio 2016 10:11 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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La Polizia di Stato, ieri, ha notificato un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal G.I.P. di Palermo Fernando Sestito, su richiesta del Sost. Proc.re dott. Vittorio Coppola, a carico di un pluripregiudicato per tentato omicidio.

Si tratta del 44enne palermitano Giuseppe Rubino, detenuto presso la casa Circondariale “Pagliarelli” per altra causa, per avere concorso con il fratello Rubino Emanuele nel tentato omicidio commesso ai danni del 21enne gambiano Yusupha Susso, residente Palermo.

Lo scorso 2 aprile, era stato sottoposto a fermo di P.G. dagli agenti della Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, il pluripregiudicato 27enne palermitano Emanuele Rubino per aver tentato di uccidere il giovane gambiano, Yusupha Susso.

Il predetto Rubino, infatti, poche ore prima, a seguito di una lite nata per futili motivi fra tre giovani del Gambia e alcuni soggetti del quartiere Ballarò, aveva inseguito per strada Susso, esplodendo al suo indirizzo un colpo di pistola che lo feriva alla testa; il proiettile di piccolo calibro entrava ed usciva dal capo senza procurarne la morte.

Le responsabilità del fermato erano emerse grazie all’acquisizione di alcune registrazioni di sistemi di videosorveglianza, posizionati lungo la via Maqueda, nonché dalle sommarie informazioni rese agli investigatori della Mobile dai due connazionali che si trovavano in compagnia della vittima.

Il fermo era stato convalidato dal G.I.P. che, contestualmente aveva emesso un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere a carico dell’indagato Emanuele Rubino.

Le investigazioni della Squadra Mobile, tuttavia, non si sono arrestate, ma si sono ulteriormente protratte al precipuo fine di identificare l’uomo, individuato grazie all’analisi approfondita delle video registrazioni, che aveva partecipato alla fase finale dell’azione criminosa.

Tale supplemento investigativo si sostanziava nell’acquisizione delle dichiarazioni di alcuni testimoni, tra cui lo stesso Susso, che nel frattempo aveva ripreso coscienza; tutti hanno riconosciuto in Giuseppe Rubino (fratello di Emanuele) l’uomo che aveva inseguito la vittima poco prima che quest’ultima fosse attinta dal colpo di pistola.

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