Arrestato l’ex sindaco Desiderio Capitano e l’ex ragioniere capo del Comune

Giovedì, 21 Marzo 2013 03:22 Scritto da  Pubblicato in Caccamo
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Nella prima mattinata i militari della Stazione dei Carabinieri di Caccamo, a parziale conclusione di articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, hanno arrestato Desiderio Capitano, caccamese nato nel 1961, già Sindaco del Comune di Caccamo, da maggio 2007 a maggio 2012, allo stato impiegato presso l’Ufficio Anagrafe di quell’ente e Giuseppe La Rocca, palermitano nato nel 1949, residente a Caccamo, già Responsabile dell’Ufficio di Ragioneria del Comune di Caccamo, allo stato pensionato.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale Ordinario di Termini Imerese - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, che condivideva pienamente le risultanze investigative prodotte dalla Stazione Carabinieri di Caccamo, in ordine ai reati di peculato in concorso continuato, concorso in falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici e abuso d’ufficio in concorso continuato, commessi a Caccamo dagli arrestati, tra il 2010 ed il 2012, quando erano rispettivamente Sindaco pro tempore e Responsabile pro tempore dell’Ufficio di Ragioneria del Comune di Caccamo. La vicenda, che trae origine da una serie di anomalie ed irregolarità riscontrate presso l’Ufficio di Ragioneria di quel Comune, dalla nuova Amministrazione all’atto del suo insediamento, rappresenta una vicenda di vero e proprio “saccheggio” di denaro pubblico. Infatti gli accertamenti espletati nel corso dell’attività d’indagine hanno permesso di acclarare che Giuseppe La Rocca, in qualità di Responsabile pro tempore dell’Ufficio di Ragioneria, in prima persona ma anche in concorso e in accordo con Capitano Desiderio, in qualità di Sindaco pro tempore del Comune di Caccamo, avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità del denaro del suddetto Comune, gestivano lo stesso in forme palesemente illegittime e sprezzanti di qualsivoglia norma contabile, amministrativa e penale. Nello specifico gli arrestati, al fine di appropriarsi di denaro pubblico, peraltro riuscendovi, formavano o disponevano di formare, attestando false causali, sottoscrivevano e successivamente riscuotevano, mandati di pagamento emessi in favore di se stessi o di soggetti terzi, in assenza di qualsivoglia documento autorizzativo o giustificativo e senza che nessuno degli interessati potesse vantare alcun diritto di natura economico-patrimoniale nei confronti dell’amministrazione comunale di Caccamo, quindi senza alcuna legittima giustificazione e senza alcuna ragione istituzionale. In taluni casi i mandati avevano ad oggetto anche contributi “sociali”, ma venivano assegnati arbitrariamente, senza che venisse avviata alcuna istruttoria presso i competenti uffici del Comune finalizzata a verificare se i beneficiari dei contributi fossero in concreto legittimati a ricevere gli emolumenti assistenziali. Pertanto le risorse pubbliche venivano impiegate in modo illegittimo, calpestando altresì manifestatamente i diritti e gli interessi di quei cittadini che effettivamente, stando ai regolamenti comunali, avrebbero avuto accesso alla contribuzione sociale. In un momento storico in cui appare indispensabile che, alla luce della ormai nota scarsità di risorse che affligge i Comuni, vi sia particolare rigore nella gestione del denaro pubblico e non può prescindersi dalla severa applicazione dei criteri predeterminati dalla legge e dai regolamenti, l’esercizio dei poteri amministrativi avveniva in maniera scriteriata e finalizzata a esclusivamente a soddisfare gli interessi personali. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati condotti presso i rispettivi domicili a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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